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Londra, il killer è un altro jihadista noto ai Servizi

 

 

Scompaiono Cino Tortorella e Tomas Milian

 

 

Roma si prepara all’arrivo dei black block. Minniti pronto alla prova

 

 

Berlusconi jr: la stabilità di Mediaset è un valore. Nuova stretta anti scalate

 

 

È nato Diego Maria d’Esposito. Complimenti e auguri a mamma e papà

 

 

Fatti di Londra e Anversa

 

Scrive il Giornale: mentre l’Isis rivendica la strage di Londra, un maghrebino cerca di investire i pedoni ad Anversa. L’Europa è sotto scacco ma non arresta gli islamici radicalizzati. E non senza ragioni l’editoriale di Alessandro Sallusti censura il Corsera di ieri che in tante pagine ha censurato le parole islam, musulmano, Allah, dalla cronaca dei fatti di Londra.

 

Lungo, lunghissimo ma apprezzabile la lunga considerazione pro parlamentarista di Claudio Cerasa sul Foglio che spiega perché i simboli della democrazia (come il parlamento) sono diventati un bersaglio e che cosa si rischia a non opporsi con tutte le forze ai professionisti degli alibi.

 

Sul Messaggero una serie di articoli interessanti. Evangelisti ci fa sapere che sta bene la romana scampata alla strage di Londra. E sempre il quotidiano diretto da Virman Cusenza mette in luce come a casa dell’attentatore ci siano donne velate e povertà.

 

Il Corsera traccia il profilo del jihadista: un papà di 52 anni nato in Inghilterra. Più a fondo va Fabio Tonacci, inviato di Repubblica a Londra: «Mite insegnante di inglese, fanatico religioso che obbligava la moglie a indossare il velo, piccolo criminale, lupo solitario. Chi era veramente Khalid Masood? Cosa andava cercando a Birmingham, la città con il più alto tasso di terroristi del Regno Unito?».

 

Sul Jihad, Fabio Mini osserva per il Fatto Quotidiano che mentre Daesh si ritira avanzano gli assassini. È così da un anno e mezzo, almeno.

 

Sulla Stampa il commento di Giampiero Massolo: «Ue alla prova su crescita e sicurezza». Sta tutto qui, effettivamente.

 

Sabato manifestazioni a Roma. Attesi i black block. Il ministro dell’Interno Minniti fa sapere – e la notizia ha ampio spazio sul Messaggero – che si adotterà la linea dura. E saranno anche vietati camion e furgoni in centro. Ne scrive diffusamente Cristiana Mangani.

 

Politica

 

Sul Corsera, Maria Teresa Meli intervista Matteo Renzi. L’ex premier persevera nell’errore: risponde a populismo con populismo e dice: «Non ho vitalizi e mai li avrò. Da premier guadagnavo la metà di Di Battista e di Maio dopo che hanno restituito, o almeno così dicono, parte dello stipendio». Vi prego, dateci un briciolo di Politica!

 

Esteri

 

Repubblica con Mario Calabresi e Anais Ginori intervista Emmanuel Macron che dice: «dobbiamo fermare Le Pen nel nome dell’Europa. Il nazionalismo è guerra. Se siamo timidamente europei abbiamo già perso. Trump e Putin cercando di renderci fragili, va ritrovata la nostra voglia di sognare».

 

Giustizia

 

Su Avvenire, ampio spazio all’iniziativa di “Se non ora quando” con, tra gli altri, i ministri Beatrice Lorenzin e  Anna Finocchiaro, l’onorevole Milena Santerini e l’avvocato Andrea Catizone: «No all’utero in affitto – sottolinea in apertura il quotidiano della Cei – ora si muova l’Onu». 

 

Il Fatto Quotidiano è scocciato perché Augusto Minzolini ha detto che si dimette da Senatore solo se loro smettono di chiederlo. Insomma, vogliono proprio che resti a palazzo Madama. Paradossi della vita? Fino a un certo punto. Vuoi mettere il gusto d’indignarsi?

 

Sul Giornale: il Csm apre 190 procedimenti all’anno ma zero rimozioni. Oltre la metà dei fascicoli si conclude con archiviazioni. Il resto sono richiami e buffetti, secondo la cronaca di Lodovica Brulian. Dell’argomento si è parlato in una sessione di LexFest con relatori d’eccezione: il presidente della commissione disciplinare, Antonio Leone, la componente del Csm, Elisabetta Alberti Casellati, e il presidente della corte d’appello di Trieste, Oliviero Drigani.

 

Economia

 

Sul Sole, a firma Festa e Scacci, la notizia degli ultimi successi di Esselunga: bilancio record che chiude il 2016 con un fatturato a 7,5 miliardi (+3,1% rispetto al 2015). Intanto il dossier della vendita resta sempre aperto con i fondi alla finestra e Cdp in attesa delle mosse della famiglia Caprotti. 

 

Tv e addio a Milian e Tortorella

 

Il ricordo di Tomas Milian è scritto bene come sempre da Malcom Pagani sul Messaggero.

 

Mago Zurlì ricordato da Renato Franco e Chiara Maffioletti sul Corsera.

 

Campo Dall’Orto ancora parla del caso Perego (questa volta al Messaggero). Chiamate un esorcista e liberate la Rai.

 

Chiesa 

 

Secondo Massimo Franco (Corsera) la visita di domani del Papa a Milano serve a ricucire con la Cei.