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Prime pagine 

 

L’Olanda non cede al populismo

 

«Colpiscono me per Renzi». Lotti e la sfiducia respinta

 

Bebbe Grillo: «Non gestisco nè controllo gli scritti che vengono pubblicati nel Blog da altri. Rispondo solo di quelli che recano la mia firma»

 

L’economia va. La Fed alza i tassi

 

Alitalia, ok al piano. Gubitosi sarà presidente

 

 

Politica

Respinta con 161 no e 52 sì la sfiducia chiesta dai 5 Stelle contro il ministro Lotti. Goffredo De Marchis su Repubblica: “Soddisfatto e provato. Perché non è finita. «Per me l’unica cosa importante è che le bugie vengano a galla, una per una. Hanno voluto colpire me per colpire Renzi», dice Luca Lotti”.

 

Alessandro Trocino sul Corriere della Sera intervista il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio: «Alleanze? Il M5S non offrirà posti. Chiederemo i voti in Parlamento. In caso di elezioni puntiamo al 40%. E poi porteremo il nostro programma alle Camere e chi vuole potrà sostenerlo». E sul caso Lotti: «Il ministro lasci perché la vicenda è torbida. Il caso Raggi è diverso. Il suo discorso non vale nulla. In più non credo che Renzi non potesse non sapere dell’inchiesta».

 

Beppe Grillo per difendersi da una querela per diffamazione da parte del Pd fa affermare ai suoi avvocati che lui «non gestisce, non dirige, non controlla, né filtra gli scritti o messaggi che vengono pubblicati nel Blog o negli account Twitter, né i tweet» e che, sempre lui, «risponde solo dei pezzi che recano in calce la sua firma». Ma secondo Annalisa Cuzzocrea (Repubblica) ci sono molte cose che “non tornano” del resto da statuto risulta affidata a Grillo la titolarità e la gestione del Blog. Ne scrive anche Jacopo Iacoboni sulla Stampa.

 

Francesco Cramer sul Giornale analizza gli ultimi sondaggi di Euromedia Research: con un centro destra unito, sono alte le possibilità di vittoria. Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia coalizzati si piazzerebbero primi con il 33,3%. A seguire il Movimento 5 Stelle (26,4%) e il Pd (25,5%).

 

Nuova proposta del Pd sulla questione voucher: eliminarli per cancellare il referendum. Giusy Franzese sul Messaggero: “I voucher potrebbero essere eliminati del tutto. Scomparirebbero anche per le famiglie. Una soluzione radicale che potrebbe prevalere per essere sicuri di disinnescare l’appuntamento referendario promosso dal Cgil del 28 maggio”.

 

Economia

La Federal Reserve ha alzato i tassi per la seconda volta in 3 mesi (allo 0.75-1%). Centrato l’obiettivo di inflazione vicina ma sotto al 2% e piena occupazione negli Usa. Previsti altri due ritocchi nel 2017. Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera.

 

Sulla Stampa intervista a Piero Fassino: «La priorità di Gentiloni dovrebbe essere quella di abbattere il debito. Un governo che non è transitorio ha davanti a se molte scadenze importanti. Una di queste è la legge di stabilità che dovrà avviare un percorso pluriennale di riduzione del debito pubblico. Questa riduzione è necessaria per liberare risorse, oggi bloccate per il pagamento degli interessi del debito, da destinare alla crescita e a rilancio degli investimenti. Come si riduce il debito? Non aumentando le tasse e chiedendo sacrifici ai cittadini».

 

In Italia l’inflazione è all’1,6%. I consumi  a gennaio crescono come non facevano da 5 anni e i prezzi accelerano. La deflazione si allontana. L’Istat ha rivisto a rialzo le stime preliminari sulla crescita dei prezzi nel secondo mese dell’anno e ha accorciato le distanze dal resto dell’Eurozona. Ne scrivono brevemente la Repubblica e la Stampa.

 

Esteri 

Alle elezioni politiche in Olanda frena l’onda dell’estrema destra di Geert Wilders. Il premier liberare Mark Rutte, primo nettamente negli exit poll (21%), esulta. È la notizia di apertura di tutti i principali quotidiani nazionali. Luigi Offeddu (Corsera): “Resta il rebus maggioranza: sono tre i partiti in corsa per il secondo posto. Crollano i laburisti. Balzo in avanti dei verdi di Jesse Klaver che vola a 16 seggi. Molto alta l’affluenza alle urne: l’82% degli olandesi è andato a votare. Ora si guarda al voto di Francia e Germania.


Anche Riccardo Valli su Repubblica commenta l’esito delle elezioni politiche fiamminghe: “La diga olandese ha funzionato. Ha tenuto. La temuta ondata populista islamofoba ed euroscettica non si è abbattuta sui Paesi Bassi. Rimasti fedeli alla tradizione cosmopolita e permissiva. Ma la viscerale avversione per lo straniero non è stata estirpata del tutto dal voto di ieri”.

 

Caso Regeni, scoperti 10 militari coinvolti nel sequestro del giovane ricercatore italiano, tra cui due generali. Carlo Bonini su Repubblica: “Sequestratori, torturatori e assassini di Giulio Regeni si sono mossi con un’unica regia e con il pieno coinvolgimento di alti ufficiali degli apparati di sicurezza egiziani. Si tratta di dieci uomini, ora completamente identificati”.

 

Raul Caruso su Avvenire prova a spiegare le strategie del presidente turco Erdogan, l’autocrate che “mostra i muscoli ma ha le gambe molli”: “ La prova di retorica aggressiva e muscolare che il presidente turco sta offrendo in questi giorni rispetta un copione consueto dei regimi autoritari prossimi al tracollo”.

 

Giustizia

Ecco il nuovo processo penale. Ieri si è concluso un percorso durato tre anni. Dalla stretta sulla prescrizione all’inasprimento delle pene per furti, rapine e voto di scambio mafioso. Sancisce l’ingresso della “questione giustizia” nella campagna congressuale del Pd. Orlando infatti potrà esibire un importante biglietto da visita di “tessitore di alleanze”. Ne scrive Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera. 

 

Sul Giornale Ermes Antonucci racconta l’incredibile calvario mediatico-giudiziario subito dall’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone per la costruzione del porto turistico di Imperia: arrestato sotto i riflettori, incarcerato a 73 anni e poi assolto nel silenzio. La vicenda arrivò a coinvolgere anche l’ex ministro Claudio Scajola, anch’egli accusato ingiustamente e poi archiviato. E intanto il progetto del porto è andato in fumo, con ingenti danni economici e di immagine.

 

Nuova accusa per Alfredo Romeo: corruzione per appalti in Tribunale a Napoli. Perquisizioni al palazzo di Giustizia. Indagato anche un alto funzionario del ministero. Il Pm Woodcock parla di “sistema Romeo” ispirato alla corruzione ovvero alla sistematica, abituale e seriale realizzazione di reati contro la pubblica amministrazione. Ne scrive Sara Menafra sul Messaggero.