rassegnaOggi sulle prime pagine dei quotidiani italiani

 

Draghi annuncia nuova politica monetaria, le borse volano

 

Caso Litvinenko, Londra accusa Putin

 

Tre vicepresidenze di commissione ai verdininiani, polemiche nel Pd

 

Bce

 

Politica monetaria, Mario Draghi annuncia: <<Interventi senza limiti, siamo pronti ad agire mettendo in campo tutti gli strumenti a disposizione nel nostro mandato>>. Le borse ripartono: Milano a più 4,2%, riporta Francesco Spini su La Stampa.

 

L’analisi di Isabella Bufacchi sul Sole 24 Ore: “Il bazooka di Francoforte arriva ora in sala cambi. Da oggi inizia la speculazione sull’entità dell’arsenale a disposizione di Draghi”.

 

Danilo Taino sul Corriere della Sera analizza le possibili opzioni di intervento: “Il ritorno di Super Mario e le due opzioni in gioco: giù i tassi sui depositi e spinta all’acquisto di titoli. E’ tornato il Draghi che entusiasma i mercati. Probabilmente non è il suo primo obiettivo, ma la conferenza stampa di ieri ha rovesciato per almeno un giorno la tendenza ad abbandonare ogni rischio nel quale si rifugiano gli investitori da tempo”.

 

Alessandro Merli sul Sole 24 Ore: “La chiarezza per tornare alla normalità. Draghi è intervenuto in modo netto: per fare chiarezza, ha precisato, in una situazione molto confusa. Il banchiere centrale ha detto tre cose molto importanti nella conferenza stampa di ieri: non c’è da parte della vigilanza alcuna richiesta a sorpresa di nuovi accantonamenti, né di nuovo capitale; le banche italiane sono in linea con quelle europee e il problema dei crediti deteriorati va risolto in modo molto graduale”.

 

Per Riccardo Sorrentino, sempre sul quotidiano della Confindustria, quella di Draghi è “una mossa obbligata dopo la delusione di dicembre”. Sono infatti “calate le aspettative, fattore decisivo per le scelte di una banca centrale”.

 

Francesco Forte sul Giornale celebra la mossa di Draghi: “Per fortuna che c’è la Bce. Fortunatamente la banca centrale ha spento l’incendio dei mercati”.

 

Unione Europea

 

In tema di Unione Europea, Carlo Bertini su La Stampa riporta le parole del premier Matteo Renzi: <<Non sono attaccabrighe ma l’Ue non ne azzecca più una. Ci stiamo facendo sentire dopo anni in cui l’Italia andava in Europa solo a dire sì grazie>>.

 

Alberto Alesina sul Corsera: “I compiti di Bruxelles e i nostri. Le istituzioni di Bruxelles hanno sicuramente bisogno di un serio ripensamento: sono atrofizzate da regole fatte rispettare spesso in modi discutibili, sono lente nel rispondere alle crisi, hanno una divisione di ruoli e poteri da rivedere. Bisogna interrogarsi a bocce ferme su quale Europa vogliamo, non nel mezzo di una tempesta dei mercati”.

 

Intervista di Giuliana Ferraino al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem: <<L’Italia non è il problema ma parte della soluzione>>.

 

Il retroscena di Maria Teresa Meli ancora dalle pagine del quotidiano di via Solferino: “Renzi chiederà a Merkel la flessibilità sui conti e le dimissioni di Selmayr, nel mirino dopo il caso degli attacchi al governo di Roma”.

 

Molto critico con Renzi il senatore a vita Mario Monti in un’intervista a firma Alessandro Barbera su La Stampa: << Renzi dice frasi da bar sport. Con l’Europa toni sbagliati, servono azioni più profonde>>. Prosegue l’ex premier: <<Un capo di governo non dovrebbe parlare con leggerezza. L’aggressività verbale è controproducente per il Paese in Europa. Diverso discorso se si cerca consenso interno>>.

 

Politica e dintorni

 

Dibattito politico interno che verte unioni civili, posti in commissione ai verdiniani e voto sulla riforma del Senato. Nel frattempo il governo viene battuto in Parlamento sull’omicidio stradale.

 

“Senato, scontro sui posti in commissione ai verdiniani. Il voto sulla riforma del Senato e la lotteria delle poltrone nelle commissioni di Palazzo Madama (che premiano tre di Ala) scatenano la lite nel Pd. Bersani e Speranza: no alla maggioranza con Ala” riporta Dino Martirano sul Corriere della Sera.

 

Il commento di Stefano Folli su Repubblica: “La maggioranza che sostiene Renzi non è cambiata, tuttavia si cammina sul filo dell’ambiguità. E in Parlamento il potere di Denis Verdini è cresciuto”.

 

Il presidente della regione Toscana Enrico Rossi intervistato sul Corsera da Alessandro Trocino: <<Basta ambiguità, il Parlamento è un suk. Con il grande centro tanti si allontanano: molte persone che si sentono di sinistra e credono che l’obiettivo sia tenere viva una dialettica a sinistra. La questione morale di Berlinguer è attuale e va ripresa per quello che era: una denuncia forte contro l’occupazione di potere>>.

 

Su Repubblica Annalisa Cuzzocrea intervista Gianni Cuperlo: << Se si affida alla destra mette a rischio il Pd e non cerchi plebisciti. Siamo nati per fare le riforme, e non per allearci con Denis. Il premier deve dirci se siamo di fronte a un cambio di natura>>.

 

Unioni civili. Alessandra Arachi (Corriere della Sera): “Pd spaccato, ultime ore per mediare. Laici contro cattodem, la minoranza chiede un voto in direzione”. Gian Guido Vecchi intervista il cardinal Bassetti: <<Ai fedeli ho detto: bene la piazza ma non la si usi contro qualcuno>>.

 

Francesco Valderami sempre sul quotidiano diretto da Fontana intervista il ministro dell’Interno Angelino Alfano: <<Dal referendum un nuovo bipolarismo, si decideranno le alleanze alle Politiche. Verdini? Il governo ha sempre avuto la fiducia senza il suo gruppo>>.

 

Esteri

 

Il corrispondente da Londra Enrico Franceschini su Repubblica scrive: “Londra accusa, la morte di Litvinenko omicidio di Stato e forse Putin dette l’ok. Dieci anni dopo l’avvelenamento dell’ex agente. La vedova: ora sanzioni contro il Cremlino”.

 

La ricostruzione di Carlo Bonini: “Andrej, Dmitrj e quel tè al polonio. La sostanza radioattiva somministrata nel bar dell’hotel Millennium della capitale inglese. Come ora documentano le trascrizioni degli interrogatori resi in punto di morte agli agenti di Scotland Yard nel tardo pomeriggio del 19 novembre 2006, quattro giorni prima di morire, Litvinenko indica autori e mandanti del suo avvelenamento”.

 

Su La Stampa il colloquio di Guido Ruotolo con Mario Scaramella, ex consulente della Commissione Mitrokhin: <<Mi raccontò tutti i segreti della Russia, adesso gli inglesi mi danno ragione. Lo interrogai per sette giorni, svelò i rapporti Urss-mafiosi>>.

 

Il commento di Roberto Toscano su Repubblica: “Avviso a Mosca. La riapertura del caso viene a ricordare che, nonostante l’abilità politico-diplomatica ultimamente dimostrata da Putin, la via per il suo riconoscimento come legittimo e autorevole interlocutore resta ancora accidentata”.

 

Economia

 

Federico Fubini sul Corsera: “Gli arbitri Ue del credito non muovono contro Mps. Il presidente del Consiglio unico di risoluzione: le vostre banche sono al sicuro”.

 

Intervista a Emma Marcegaglia sul Sole 24 Ore a firma Vittorio Da Rold: <<Sui depositi garanzia comune europea. Serve anche la capacità fiscale dell’Europa condizionata dal vincolo di fare le riforme>>. Da Rold intervista anche Micheal Speance, premio Nobel per l’economia: <<Non è una crisi come quella del 2008>>.

 

Marco Ferrando e Alessandro Graziani intervistano il presidente Mps Tononi: <<Su Mps molta speculazione, banca sulla via del rilancio. Il Monte dei Paschi di oggi è lo stesso di sei mesi fa, anzi si è irrobustito. Il crollo di queste ultime settimane è assolutamente inspiegabile>>.

 

In tema di crescita economica, intervento di Emanuele Felice in prima pagina sulla Stampa: “La crescita passa dall’istruzione. L’Italia negli ultimi 30 anni è rimasta indietro nelle condizioni fondamentali dello sviluppo, tra queste il sistema di istruzione e ricerca. La “buona scuola” non ha sortito gli effetti sperati”.