Questa mattina le aperture dei quotidiani sono monopolizzate da Marino che decade da sindaco di Roma  dopo le dimissioni di 26 consiglieri. Sulle prime pagine spazio anche per l’occupazione giovanile in crescita, le elezioni in Turchia, il duello francese su Telecom tra Niel e Bolloré

 

 

 

 

Marino non è più sindaco di Roma

 

Ignazio Marino non è più sindaco, 26 consiglieri comunali si sono dimessi determinando lo scioglimento dell’assemblea capitolina. E’ Francesco Paolo Tronca il commissario straordinario individuato per guidare Roma. Tronca è prefetto di Milano. L’ex sindaco si è sfogato attaccando i consiglieri dimissionari: “Vi siete sottomessi” e ancora: “Avete preferito il notaio all’Aula”. Poi l’attacco a Matteo Renzi: “Una coltellata da 26 nomi ma un unico mandante”. Da segnalare il corsivo di Sergio Rizzo (Corsera): “A Roma la festa della democrazia, perché tale è l’elezione di un sindaco scelto con il voto libero, finisce dunque nel peggiore dei modi. Ovvero davanti al notaio incaricato di registrare le dimissioni dei consiglieri: l’epilogo meno democratico possibile”. Repubblica intervista Matteo Orfini che ammette: <<Ho fatto degli errori e non so se resterò ma non ho mai litigato con Renzi. Con Marino è stato come in un matrimonio : ci provi fino a che capisci che non si può più andare avanti>>. Ancora sul giornale diretto da Ezio Mauro per il punto di Stefano Folli: “Roma, l’anno zero della sinistra. Nona abbiamo assistito a un golpe contro il sindaco che si dipinge novello Allende. La realtà è meno eroica: Marino esce di scena per la sua incompetenza e i suoi reiterati errori. Di sicuro il Pd, sballottato e confuso, non è in grado di organizzare colpi di stato”. Per Mario Sechi, intervistato da Italia Oggi, <<il caso Marino segna la fine del mito della società civile. Il Pd romano è un Pd extraterrestre. Non a caso è uno pezzi di partito con cui Renzi non ha ancora regolato i conti>>. Intanto, in Campidoglio arriva Francesco Paolo Tronca il commissario straordinario. Cristiana Mangani sul Messaggero: “Porterà il modello Expo a Roma, costruirà un team con il prefetto Gabrielli per il Giubileo. Cantone all’Anac e Retigghieri ai trasporti. Si parla di uno stanziamento governativo che dovrebbe aggirarsi sui 300 milioni”.

 

 

 

Politica e dintorni

 

“La corruzione si può vincere, l'Italia non è un malato incurabile”. Sono parole di fiducia nella legalità e di ottimismo per il futuro quelle pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha chiuso a Torino l’assemblea annuale dell’Anci. Ne scrive, tra gli altri, Lina Palmerini sul Sole 24 Ore.

 

 

Carmelo Lopapa (Repubblica) a colloquio con Silvio Berlusconi che parla dei candidati a sindaco per Roma e Milano. Nella Capitale <<sosterremo Marchini e a Milano il nome c’è già>>. L’ex premier annuncia che sarà a Bologna con la Lega: <<Salvini fa fughe in avanti, meglio stargli vicino>>. Una strategia confermata anche da quanto scritto sul Giornale. Anche in un articolo a firma Fabrizio De Feo si legge che Berlusconi sarebbe intenzionato a salire sul palco di Bologna. <<Martedì incontro decisivo con Salvini>>. Nel pezzo anche una notizia sulla strategia difensiva di Mario Mantovani, “che in attesa del pronunciamento del Tribunale del riesame lancia, tramite il suo spin doctor Andrea Camaiora, il blog mantovanionesto.it <<per ripercorrere una storia politica mai scalfita dagli scandali>>”.

 

 

 

 

Economia

 

Il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano intervista Mario Draghi: <<Il rischio frammentazione della zona euro è quasi sparito. Nessun legame tra l’azione della Fed e quello della Bce. Siamo pronti ad agire, il menù è già importante, ma è prematuro dire che il catalogo è questo e che non vi sia altro. L’inflazione aumenterà gradualmente da metà del 2016, ci vorrà più tempo del previsto per tornale alla stabilità dei prezzi>>.

 

 

Arrivano dati economici incoraggianti. Ettore Livini su Repubblica: “Meno disoccupazione e consumi in crescita, così l’Italia prova a ripartire. Più posti anche per i giovani. I senza lavoro scendono all’11,8%”.

 

 

Standard&Poor’s avverte Londra, con Brexit addio tripla A. Ne scrive Leonardo Maisano sul giornale della Confindustria?: “Quanto costa il Brexit ? I conti della Non Europa per Londra sono un rebus dalle numerose variabili, ma una prima indicazione precisa l’ha data Standard and Poor’s che ha confermato il downgrade di Londra in caso di no al referendum sull’adesione all’Ue”.

 

 

Su Repubblica il duello tutto francese su Telecom tra Niel e Bolloré. “La Consob sta analizzando prezzi e volumi del titolo sotto pressione già da una decina di giorni. Il governo rassicura: <<E’ strategia, stiamo vigilando. Prioritario il rafforzamento della società>>”.

 

 

 

 

Esteri

 

Massimo Gaggi sul Corsera: “Svolta di Obama, prime truppe in Siria. Cinquanta soldati Usa già inviati in zone di combattimento. In Turchia una squadra di F-15. Intanto si chiude a Vienna il round dei negoziati con la partecipazione (per la prima volta) dell’Iran”.

 

 

La Turchia va alle urne per la seconda volta in un anno, dopo che le elezioni di giugno non sono riuscite a esprimere una maggioranza di governo. Bernardo Valli (Repubblica): “Il presidente cerca una rivincita dopo aver perso la maggioranza assoluta a giugno. Ci sarà un’affluenza record ma il Paese è arroventato da spaccature e odio che in un Medio Oriente in subbuglio mettono in allarme anche l’Occidente”. 

 

 

Su Repubblica intervista a Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace: <<L’Europa apra le sue porte ai profughi. I governi facciano di più. So bene quanto sia difficile partire>>.

 

 

Sulla Stampa: “In Vaticano tornano veleni e sospetti. Violato il computer del revisore generale. La Santa Sede: <<Un attacco al Papa e alla sua azione di riforma. Indaga la Gendarmeria”.

 

 

 

 

Altro

 

Expo è alla battute finali. Ieri sono stati assegnati i premi ai migliori padiglioni. Giampiero Rossi sul Corsera: “La Francia prima per l’architettura. Conferma Giappone e delusione Svizzera”.

 

 

Sulla Stampa Gianni Riotta intervista Umberto Eco: <<Il computer è un genio ma non sa scrivere “Se una notte d’inverno”. E’ il romanzo a me più caro ma a differenza di Calvino non credo che si possa creare artificialmente un buon libro. “Il nome della rosa” nasce nell’anno di Moro, e all’inizio non c’era intenzione di legarlo al tempo in cui scrivevo. Ma in corso d’opera mi sono reso conto che la moglie di Dolcino si chiamava Margherita, come la moglie di Curcio>>.