114223021-b5985b2e-6318-4065-b48b-039b174fec84Dopo sette anni, la Cassazione scrive la parola fine sul delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa nell’agosto del 2010.

La Prima sezione penale della Cassazione ha confermato stamattina la sentenza di condanna all'ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente madre e figlia, accusate di aver ucciso Sarah, loro cugina e nipote.

Sarah Scazzi, figlia della sorella di Cosima Serrano, scomparve il 26 agosto 2010 e fu ritrovata senza vita in una cisterna d'acqua nelle campagne circostanti Avetrana il 6 ottobre dello stesso anno.  Per lei quella della zia, sposata con Michele Misseri e madre della sue cugine Sabrina e Valentina, era una seconda famiglia, con la quale trascorreva gran parte del tempo. Dopo oltre un mese di ricerche, fu lo zio Michele a rivelare quanto accaduto: il 6 ottobre affermo di essere stato lui ad uccidere l'adolescente, e a nasconderne il cadavere in un pozzo. Una versione dei fatti che muta già pochi giorni dopo, con il primo colpo di scena: l'uomo questa volta chiama in causa la figlia Sabrina. Misseri cambierà versione più volte durante tutto il processo.

Le due donne, condannate al carcere a vita, si sono sempre professate innocenti. La verità che è emersa dalle risultanze processuali è diversa e decisamente agghiacciante: Sabrina vedeva in Sarah una pericolosa rivale in amore. Così con la complicità della mamma Cosima, impazzita di rabbia l’ha strangolata. E' poi zio Michele a gettato il corpo nella cisterna.

A nulla sono valsi i sei ricorsi presentati in Cassazione contro la sentenza emessa dalla Corte d'assise d'appello di Taranto il 27 luglio del 2015. Il verdetto dei supremi giudici ha confermato le pene stabilite dai giudici di merito. Sabrina è stata oggi riconosciuta definitivamente colpevole, assieme alla madre, di omicidio volontario premeditato aggravato, sequestro di persona e soppressione di cadavere: secondo l'accusa, "una la teneva, l'altra la strangolava". Sabrina Misseri è in carcere a Taranto dal 15 ottobre del 2010, Cosima dal maggio del 2011.

Con la condanna definitiva da parte della Cassazione a otto anni di carcere per soppressione di cadavere scatteranno le manette anche per Michele Misseri, attualmente in libertà.

Dura la reazione dell’avvocato Roberto Borgogno, uno dei legali della difesa: «Cosima e Sabrina sono due sventurate, combatteremo fino alla fine perché è una battaglia per la giustizia: è un enorme errore giudiziario. Rimaniamo convinti che esiste un colpevole, Michele Misseri, e due innocenti che stanno scontando la pena al suo posto»

«Sarah ha ricevuto giustizia» ha commentato il fratello Claudio che ha informato della sentenza la mamma Concetta crimasta ad Avetrana«Oggi si chiude questa dolorosissima pagina giudiziaria. La famiglia ha bisogno di trovare pace». Lo ha detto l'avvocato Walter Biscotti, legale di parte civile nel processo per la morte di Sarah Scazzi.