csm2Slitta ancora, a Palazzo dei Marescialli, la discussione sul nuovo regolamento del Csm e si allontana, dunque, il voto finale nel plenum presieduto dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, inizialmente in calendario per domani. Il dibattito si è complicato e rimangono da vagliare circa la metà dei 70 emendamenti al testo messo a punto dalla seconda commissione. La discussione proseguirà nel tardo pomeriggio e poi domattina. Sciolto il nodo della pubblicità delle decisioni del comitato di presidenza (ciascun consigliere può richiedere, entro cinque giorni, motivazione scritta di una o più deliberazioni), chiariti i requisiti per gli assistenti di studio dei consiglieri (avvocati, dottori di ricerca o dipendenti dello Stato), e la procedura per la nomina del segretario e del vicesegretario generale, vanno ancora affrontati gli argomenti più “delicati”, che mettono a rischio il voto unanime da parte del Consiglio.

 

I laici di centrodestra e dei togati di Magistratura Indipendente e Autonomia e Indipendenza hanno, infatti, detto chiaramente che non voteranno a favore se non saranno recepiti i loro emendamenti. Si tratta di modifiche che hanno ricevuto parere contrario dei relatori Renato Balduzzi ed Ercole Aprile, che riguardano le prerogative del comitato di presidenza, nel rapporto con l'organo collegiale, la pubblicità dei lavori delle commissioni e un intervento più incisivo sulle cosiddette nomine a pacchetto, una prassi che ha favorito gli accordi a tavolino tra le correnti.