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Valanga di emendamenti sulla proposta di riforma del regolamento interno del Consiglio superiore della magistratura. Mercoledì mattina sono stati infatti 67 gli emendamenti presentati in plenum al testo redatto dalla Seconda Commissione, relatori i consiglieri Ercole Aprile e Renato Balduzzi. In particolare, su tre proposte di modifica, presentate dai consiglieri togati di Magistratura Indipendente, Claudio Galoppi, Luca Forteleoni e Lorenzo Pontecorvo, e dai laici Pierantonio Zanettin, Elisabetta Casellati e Antonio Leone, c'è il rischio che dall'aula Vittorio Bachelet non esca un voto unanime su questo testo di riforma che ha come obiettivo garantire maggiore trasparenza, efficienza e potenziamento dell'organo di autogoverno della magistratura.

I nodi che potrebbero mettere in dubbio il raggiungimento dell'unanimità del plenum sono: permettere a un consigliere di richiedere un pronunciamento dell'Assemblea plenaria nel caso in cui il comitato di presidenza non accolga la richiesta di apertura pratica su un magistrato; limitare le cosiddette nomine a "pacchetto", introducendo la regola della valutazione e votazione dei singoli candidati; introdurre un sistema di pubblicità dei lavori anche delle singole commissioni. Gli emendamenti presentati verranno discussi e votati in plenum oggi e domani mattina. Il testo approvato dovrà essere poi inviato al Quirinale per ottenere l'assenso del Capo dello Stato.