Il bollettino dei contagiati di ieri, 28 settembre, ha registrato 1.494 nuovi casi e 16 morti nelle precedenti 48 ore. La curva epidemica nazionale sembra quindi essere in calo rispetto alla giornata del 27 settembre, giorno in cui sono stati registrati 272 casi di contagio in più, anche se con un numero minore di temponi effettuati. A preoccupare è il dato totale dei positivi: poco superiore a 50.000, soglia che non veniva superata dallo scorso 27 maggio, cioè in piena emergenza. Tuttavia, restano stabili i decessi - nella giornata di ieri 16 – mentre inizia a preoccupare il numero dei ricoveri: ieri 131 in più rispetto al giorno precedente, per un numero complessivo di 2977. 

Ad esser preoccupato è soprattutto il mondo del calcio: ieri è stato registrato il primo caso di contagio collettivo con 14 tesserati positivi all’interno del Genoa. Questo caso ha messo in difficoltà anche gli stessi dirigenti del mondo del pallone, dato che non è stato stabilito un limite di contagiati per decretare il rinvio dei match della squadra coinvolta, infatti la prossima partita dei rossoblù a Marassi contro il Torino dovrebbe disputarsi regolarmente sabato alle 18. Resta tuttavia evidente il problema della «regolarità» del campionato, con il Genoa che sarebbe pesantemente penalizzato dall’impossibilità di schierare i propri tesserati coinvolti. La dirigenza, in attesa anche del responso dei test sul Napoli - squadra avversaria del Genoa lo scorso week and – ha deciso di attendere l’evolversi della situazione per prendere una decisione, nel frattempo resta tutto in standby. Un caso di positività all’interno del «gruppo squadra» del Genoa era stato registrato già sabato, a seguito del quale erano stati effettuatati dei nuovi tamponi e dai quali però non è risultato nessun positivo. Resta dunque l’ombra di un possibile stop sul campionato di serie A nel caso in cui si dovesse diffondere il contagio fra i giocatori di varie squadre, anche se per il momento né la Lega Serie A o né la FIGC si sono esposte al riguardo.