L'Istat registra una variazione nulla dell'inflazione di Ottobre rispetto al mese precedente e un aumento dell'1,6% su base annua (+1,4% a settembre).

In generale la stabilità congiunturale dell'indice generale dei prezzi al consumo è il risultato di dinamiche opposte: cresce per i Beni energetici regolamentati (da +5,6% di settembre a +10,7%), quindi alle tariffe di luce e gas, e per i Servizi vari (da +0,5% a +2,3%) mentre diminuisce per i Beni alimentari non lavorati (che passano da +2,4% a +0,8%) e per i Servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a +1,8%).

E' soprattutto l'aumento dei prezzi dei Beni energentici a destare preoccupazione. Carlo Renzi, presidente del Codacons, commenta: «Vola il comparto "Abitazione, acqua, elettricità e combustibili", che fa segnare l'incremento tendenziale più alto (+4,8%), traducendosi in una "batosta" da +245 euro annui per una famiglia con due figli». I prezzi dei prodotti di largo consumo invece destano meno preoccupazione: i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano da +1,5% a +0,7%, ponendosi al di sotto dell'inflazione generale, invece i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto passano da +2,3% a +2,0%.

L'"inflazione di fondo", sulla base del rapporto tra beni energetici e alimetari freschi, rimane ferma a +0,7%, mentre quella al netto dei soli beni energetici passa da +0,9% osservato nel mese precedente a +0,8%.​