Prima pagina

Migranti, patto a tre per Italia, Francia e Germania

Larghe intese, Orlando sfida Renzi: «Referendum sul sì a Berlusconi»

 

 

 

Politica Interna
Patto tra Italia, Francia e Germania sui migranti. L’intesa raggiunta al vertice di Parigi tra i ministri dell’Interno dei tre paesi prevede nuovi limiti per le Ong che non potranno più entrare nelle acque territoriali libiche e dovranno garantire più trasparenza nei bilanci. Previsti anche più poteri di coordinamento alla Guardia costiera italiana e un richiamo alla solidarietà nei ricollocamenti per i partner Ue. Lo raccontano Anna Lombardi e Vladimiro Polchi su Repubblica.

«Dobbiamo fare fronte comune, altrimenti saremo tutti a pagare le conseguenze». Questo il ragionamento del ministro dell’Interno Minniti al vertice di Parigi, summit organizzato in preparazione del vertice di Tallin con i ministri di tutti gli stati Ue. Nel retroscena a firma Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera si racconta il piano di Minniti per convincere l’omologo francese, consapevole che il governo tedesco è già sensibile alle richieste dell’Italia. Parallelamente il ministro fa appello ai sindaci perché facciano la propria parte, rispettando il patto siglato con Anci per accogliere fino al 200mila persone.

Aumenta la tensione nel centrosinistra. Dopo l’iniziativa di sabato a piazza Santi Apostoli e la chiusura netta da parte del Partito democratico, è sempre più chiaro che la strada per Pisapia e il suo nascituro movimento progressista non potrà che essere alternativa a quella del Nazareno. Scontro duro nel Pd sulla proposta di Orlando di fare un referendum tra gli iscritti per un eventuale nuovo governo di grande coalizione con Berlusconi con Guerini che risponde: «L’unico governo con Berlusconi il Pd l’ha fatto con Bersani leader e Orlando era dirigente. Non ci fu alcun referendum». Lo racconta Andrea Carugati sulla Stampa.

 

Sul Corsera, Maria Teresa Meli firma un retroscena che racconta la linea di Renzi rispetto al nuovo raggruppamento di Pisapia. «Non inseguiamo quella che è solo un’operazione mediatica, ma che non ha grandi consensi», avrebbe detto il segretario. Il timore del Nazareno è che la componente di Articolo 1-Mdp, quindi D’Alema,  prevalga su quella dell’ex sindaco di Milano.

Sulla Stampa retroscena di Ugo Magri su Berlusconi e i suoi piani elettorali. Convinto a tornare pienamente in gioco, il Cavaliere si prepara alla campagna elettorale tra gag televisive e proposte shock per rilanciare l’economia.

Rischio slittamento per la riforma dei vitalizi. Come scrive Emilio Pucci sul Messaggero, la legge, calendarizzata per l’11 luglio, è vittima dell’ostilità di un largo gruppo di parlamentari bipartisan che rivendicano altre priorità. Il timore è che anche il Movimento 5 stelle, sulla carta sostenitore della riforma, abbia interesse ad affossarla per utilizzare il tema in campagna elettorale.

Su Repubblica, Liana Milella si occupa del percorso di tre disegni di legge in via di approvazione: antimafia, tortura e ius soli. La riforma del codice antimafia dovrebbe essere approvata domani pomeriggio dal Senato, mentre mercoledì la Camera dovrebbe licenziare in via definitiva il nuovo reato di tortura. Più difficile l’ultimo miglio per lo ius soli, nonostante l’impegno di Zanda di discuterlo e approvarlo entro fine luglio.

Disegno di legge trasversale anti «fake news» presentato al Senato. La legge, che vorrebbe ridurre il dilagare di bufale sul web, prevede ammende fino a 10mila euro per chi diffonde odio, falsità o procura allarme. Ne scrive Francesco Lo Dico sul Mattino.

Economia
Interessante corsivo di Ferruccio de Bortoli sull’inserto Economia del Corriere della Sera. Il giornalista parla del salvataggio delle banche venete analizzando la scelta del governo e provando a tratteggiare le prospettive della normativa sui salvataggi bancari.

Sempre sull’Economia del Corsera, Federico Fubini scrive delle conseguenze per l’economia italiana dell’eventuale mancato salvataggio delle banche venete. Anche se il Tesoro perderà tra i 3 e i 4 miliardi, è stato eliminato un rischio sistemico; diverso e peggiore sarebbe stato l’impatto, invece, in caso di applicazione stringente del bail-in.

Calo del 10% in dieci anni del settore «non food», questo l’amaro bilancio del periodo di crisi. Tra il 2007-2016 la spesa delle famiglie è calata da 114 a 102,5 miliardi, colpendo principalmente abbigliamento e arredamento. Ne scrive Enrico Netti sul Sole 24 Ore.

Esteri
Continua la tensione in Turchia. Il paese risulta, infatti, sempre più diviso con Kemal Kiliedaroglu, oppositore di Erdogan, in marcia a piedi da Ankara a Instanbul contro la repressione del presidente turco. L’impresa, che sembrava disperata, sta mettendo in difficoltà il leader turco alle prese con i dissidenti che scendono in piazza anche in Germania. Ne scrive Marta Ottaviani sulla Stampa.

Nuovo durissimo attacco di Trump ai media. Come scrive Giuseppe Sarcina sul Corsera, il presidente americano ha pubblicato ieri sul suo profilo twitter un video in cui lo stesso Trump mette al tappeto, in un incontro di wrestling, un uomo con il logo della CNN sopra il volto. Dura la replica del network dell’informazione: «Fomenta la violenza».

Dovrebbe essere annunciato giovedì il nuovo accordo commerciale tra Ue e Giappone. Grazie all’intesa cadranno le barriere doganali nei confronti della auto di Tokyo e ridotti, in compenso, i dazi sull’import europeo, in particolare l’alimentare. Ne scrive Ugo Bertone su Libero.