L'Aula di palazzo Madama ha incardinato il disegno di legge sullo ius soli tra le proteste dei senatori della Lega che si sono avventati sui banchi del governo gridando insulti nei confronti del presidente Grasso.

Accogliendo la richiesta della presidente del gruppo misto De Petris, l'assemblea ha approvato l'inversione dell'ordine dei lavori passando subito all'esame del ddl sullo ius soli. In quel momento la protesta dei senatori della Lega esplode in tutta la sua violenza. Dapprima il senatore Volpi insulta Grasso facendosi espellere, ma successivamente la sanzione viene ritirata dallo stesso presidente. La strategia di Volpi era infatti di non adempiere all'ordine di uscire dall'aula costringendo Grassa a sospendere la seduta. 

Fallita questa manovra i senatori leghisti decidono di occupare i banchi del governo e, nella ressa, viene colpita il ministro Fedeli che finirà la giornata in infermieria. 
Infine Il voto sul ddl è slittato a dopo i ballottaggi, per allora si considera il ricorso alla questione di fiducia.